#14 Cacciato da Chatgpt. Nessuno risponde.
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Le frasi della puntata
Non sono d'accordo con chi dice che sia stato meglio. Quello che è successo è stata una disattivazione del vostro account, punto.
È un corto circuito burocratico.
È come se uno ti dicesse oggi: guarda, ti tolgo da Windows perché hai violato i termini di utilizzo di Windows.
E quello mi ha ghostato nel più umano degli stili.
Se offri un servizio agli europei, devi seguire le regole europee. Non è un'opzione.
Di cosa parliamo
Un giorno Daniele prova ad accedere a ChatGPT e scopre che il suo account è stato disattivato «per violazione dei termini di servizio». Nessuna spiegazione. Fa appello: disattivazione confermata. Riprova: si può fare appello una volta sola. Carica documento d'identità e foto da più angolazioni: silenzio. Chiede almeno che i suoi dati vengano cancellati: gli rispondono che devono trattenerli, per evitare che possa combinarne di nuove.
In questa puntata, con PAD che ormai gira su Claude, il caso viene ricostruito passo passo. E non è solo una questione personale: se costruiamo il nostro lavoro su un servizio digitale, essere esclusi senza motivazione è come se un giorno qualcuno ti togliesse Windows.
La strada indicata è il Digital Services Act, la legge europea che obbliga le piattaforme a motivare le esclusioni e a offrire organismi di risoluzione delle controversie (ADR). Daniele ci prova: l'ADR gli risponde che ChatGPT non rientra nel DSA e, quando lui obietta, sparisce. Secondo PAD quella risposta è probabilmente superata: la Commissione europea sta discutendo come classificare ChatGPT nel DSA, non se includerlo.
Prossima tappa: l'AGCOM, l'autorità che in Italia vigila sul DSA. E un appello a chi, dalle associazioni di consumatori, volesse dare una mano.