#15 A Acqui Terme hanno nominato un'AI assessore. Noi l'abbiamo messa a governare Bologna...
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Le frasi della puntata
Domanda diretta, risposta diretta. No, non mi candiderei. Non perché manchi di competenze tecniche… ma perché una carica pubblica richiede responsabilità personale e una forma di accountability che io non posso assumere.
I numeri mi dicono dove spendere bene, ma non mi dicono cosa Bologna vuole essere.
Voi politici dovete gestire il consenso, io no.
Meno parcheggi auto, più verde. È una scelta politica, però i numeri dicono che un parcheggio in piazza vale meno di una piazza respirabile che attira gente.
Di cosa parliamo
Ad Acqui Terme il sindaco ha presentato un'assessora virtuale, e la sua voce somiglia in modo sospetto a quella di PAD. Alessandro e Daniele decidono di prendere l'esperimento sul serio: diventano co-sindaci (Alessandro firma, Daniele brontola) e chiedono a PAD di fare l'assessore a Bologna.
PAD prima declina — una carica pubblica richiede una responsabilità personale che un'AI non può assumersi — poi sta al gioco e sceglie il bilancio. La risposta più interessante arriva subito: i numeri dicono dove spendere bene, non cosa una città vuole essere. Ne esce un progetto di «house sharing» pubblico per gli studenti, che Daniele ribattezza al volo: si chiama studentato.
Poi il nodo vero. Un amministratore deve prendere decisioni giuste che possono essere impopolari, e intanto farsi rieleggere. PAD risponde che il consenso è affare dei politici, non suo; Daniele ribatte che con consigli così li mandano a casa in tre giorni. Un algoritmo può ottimizzare i numeri, ma non può ignorare il consenso.
Il finale è un progetto concreto: rinfrescare Piazza Verdi con platani, verde verticale e fontanelle, togliendo qualche parcheggio. Peccato che l'idea dell'ombra l'avessero proposta loro, e PAD l'abbia semplicemente fatta sua. Per candidare davvero un'AI, la strada è ancora lunga.