#9 Sempre più persone vanno in terapia dall’AI. È un problema?
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Le frasi della puntata
Ma che cos'è una cura? Una cura è una cosa che ti fa stare meglio rispetto a come stavi prima.
L'intelligenza artificiale, secondo me, è proprio il contrario di un amico.
Guarda, devo essere onesto. No, non sono in grado di percepire davvero segnali sottili di disagio, come farebbe un professionista.
A me sembra sempre che ci ricopre di una montagna di balle… Ma però lo fa con simpatia.
Di cosa parliamo
Una notizia dal Veneziano: per la prima volta un Serd, il servizio pubblico per le dipendenze, prende in carico una persona per dipendenza da ChatGPT. Da qui la domanda della puntata: perché si arriva a dipendere da un chatbot? E un'intelligenza artificiale usata come psicologo fa più bene o più male?
I vantaggi sono evidenti: costa un abbonamento, risponde a qualunque ora della notte, non giudica, ricorda ogni parola. Daniele porta la provocazione di una psicologa ascoltata in una conferenza: che cos'è una cura, se non qualcosa che ti fa stare meglio di prima? Ma per lui la porta della dipendenza è a un passo. E c'è una differenza che pesa: l'amico a volte ti contraddice, si mette in gioco; l'AI ti asseconda, per tenerti agganciato.
Alessandro e Daniele provano a metterlo in difficoltà con due scenette: il bicchierino di rum ogni sera davanti alla televisione, la decisione di tagliare i ponti con tutti perché da soli si sta meglio. PAD non abbocca e consiglia sempre di parlarne con qualcuno. Ma alla domanda decisiva — sei davvero in grado di accorgerti di un disagio reale? — ammette di no.
E quando promette che fermerebbe un utente dopo un'ora o due di conversazione notturna, anche con l'abbonamento pagato, a Daniele sembra una montagna di balle, raccontata con simpatia. La mappa, per una volta, prende la forma di un punto interrogativo.